Non avrà il cognome della madre

Questo sito ha lo scopo di promuovere una nuova normativa in tema di trasmissione del cognome ai figli che consenta ai genitori di scegliere liberamente se trasmettere il cognome paterno piuttosto che quello materno, o il doppio cognome. Questo è quanto proponiamo alle donne e agli uomini che vogliano contribuire al superamento del patriarcato.

 
sabato 19 agosto 2017
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Discussione modifica secondo comma dell'articolo 262 del codice civile

ALESSANDRA MUSSOLINI, Relatore. Signor Presidente, vi è stata la seguente riformulazione dell'emendamento Capano 1.2 (lo leggo tutto): Al secondo comma dell'articolo 262 del codice civile, le parole: «il figlio naturale può assumere il cognome del padre aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre» sono sostituite dalle seguenti: «il figlio naturale può assumere il cognome del padre aggiungendolo a quello della madre». Se così riformulato, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, se così riformulato, il parere del Governo è favorevole.

PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore dell'emendamento Capano 1.2 accetta la riformulazione proposta dal relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Pepe. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEPE. Signor Presidente, intervengo solo a titolo personale per dire che, a mio parere, la riformulazione, così come proposta, non supera le eccezioni che erano state avanzate dai colleghi Ria e Palomba. A legislazione vigente, infatti, il figlio naturale può assumere il cognome del padre o aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre. Se noi diciamo che il figlio naturale può assumere il cognome del padre soltanto aggiungendolo a quello della madre, noi impediamo al figlio naturale di conservare solo il cognome del padre.
In altre parole, noi creiamo una discriminazione tra figli naturali e figli legittimi, nel senso che il figlio con il doppio cognome è sicuramente un figlio naturale: è quindi un segno distintivo che si è in Pag. 14presenza di un figlio naturale, cosa che noi vogliamo impedire con questo provvedimento.
È vero che vi è all'esame del Parlamento una proposta di legge che vuole consentire a tutti i figli di assumere - come in Spagna - sia il cognome del padre, sia quello della madre, ma questa modifica andrebbe fatta in quel provvedimento, non sicuramente in questo, perché l'interesse che questo provvedimento vuole tutelare è l'interesse del figlio, non certo l'interesse della madre di vedere conservato nel figlio il proprio cognome.
Ecco perché io, a titolo personale, dico che non voterò questo emendamento, perché lo ritengo proprio in contrasto con lo spirito del provvedimento che stiamo approvando.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole De Angelis, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.

MARCELLO DE ANGELIS. Signor Presidente, impiegherò anche meno tempo, perché sostanzialmente voglio ribadire quello che ha detto il mio collega, col quale sono d'accordo, ricordando che, nel caso in cui, in realtà, il riconoscimento avvenga quando c'è la maggiore età, attualmente il figlio ha addirittura tre opzioni: cambiare il nome della madre in quello del padre, aggiungerlo o addirittura sostituirlo.
Ebbene, io credo che, in presenza di un cittadino di maggiore età, limitargli le scelte - in una società in cui, effettivamente, una volta arrivati alla maggiore età, si può cambiare non solo il cognome, ma anche il nome e anche il sesso - sia una limitazione della libertà e del diritto del figlio.

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, se fosse possibile, poiché le obiezioni che sono state avanzate corrispondono ad una interpretazione della riformulazione di un certo tipo, forse sarebbe utile che il Governo o la Commissione che ha proposto la riformulazione, rispondesse ad alcune questioni che non sono del tutto campate per aria.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ria. Ne ha facoltà.

LORENZO RIA. Signor Presidente, la discussione che stiamo svolgendo è la prova che il problema che avevo sollevato non era così peregrino come la relatrice ha voluto far credere nell'intervento precedente. Il fatto che l'emendamento sia stato riformulato vuol dire che il problema esiste. A mio modo di vedere, il problema viene superato perché viene meno l'automatismo e quindi sostanzialmente rimane e viene confermata la normativa attuale e la possibilità che qui viene data. In attesa di una riforma complessiva che possa mettere tutti i figli sullo stesso piano, al momento, per ciò che riguarda i figli naturali, è questa una formulazione che può andare bene.

ALESSANDRA MUSSOLINI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRA MUSSOLINI, Relatore. Signor Presidente, per fare chiarezza vorrei sottolineare che noi, con questo emendamento riformulato, dove c'è scritto: «il figlio naturale può assumere il cognome del padre aggiungendolo a quello della madre», evitiamo, nel caso del secondo genitore che riconosca il figlio, che il cognome della madre venga sempre eliminato; questo è il punto. Noi non vogliamo che il cognome della madre sia eliminato per una questione di civiltà, per una questione che riguarda il figlio e abbiamo quindi inserito il termine «può»; in tal modo c'è una autodeterminazione ma il cognome della madre non viene eliminato.

Pag. 15

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Briguglio. Ne ha facoltà.

CARMELO BRIGUGLIO. Signor Presidente, credo che la riformulazione che noi condividiamo sia abbastanza chiara. Voglio portare un esempio molto pratico; credo che contrasti anche con il senso comune: il figlio naturale per anni porta, non solo il cognome della madre, ma viene educato, allevato, in qualche modo messo sulle spalle soltanto dalla madre, anche dal punto di vista economico, e, ad un certo punto, anni dopo, in seguito al riconoscimento da parte del padre, la madre non soltanto come cognome, non soltanto concettualmente, viene cancellata dall'identità del figlio. Ritengo, invece, che sia molto equilibrato che il cognome del padre possa aggiungersi senza cancellare quello della madre (Applausi dei deputati del gruppo Futuro e Libertà per il Terzo Polo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capano. Ne ha facoltà.

CINZIA CAPANO. Signor Presidente, credo sia opportuno un momento di chiarimento. Di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando solo di alcuni casi: quando il figlio naturale è riconosciuto da entrambi i genitori, rimane la normale disciplina e quindi se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente, il figlio assume il cognome del padre. Qui stiamo esaminando il caso in cui sia dichiarata giudizialmente la paternità, cioè siamo in una situazione in cui il figlio è stato cresciuto dalla madre e rifiutato dal padre e per poter ottenere una dichiarazione di paternità, la madre, nella sua qualità di rappresentante dell'interesse del figlio, ha dovuto agire giudizialmente. In questo caso, noi riteniamo che sia giusto che il figlio possa scegliere se mettere il cognome del padre accanto a quello della madre, ma che non sia più possibile sostituirlo, perché non si può espellere il ruolo di chi ha curato e cresciuto quel figlio.

PRESIDENTE. Mi sembra molto chiaro, poi ovviamente ognuno deciderà nel merito.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palomba. Ne ha facoltà.

FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, intervengo brevemente per sottolineare che le obiezioni che l'onorevole Ria ed io avevamo formulato a questo emendamento erano fondate sul fatto che l'automatismo di assunzione del cognome del padre non fosse giustificabile alla luce di situazioni particolari come nel caso in cui il padre si risveglia a un certo punto e pretende che il suo cognome sia automaticamente assunto dal figlio. Questa discrezionalità, cioè la possibilità o meno di assumerlo, è un correttivo importante ad un emendamento che come tale non sarebbe potuto passare.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capano 1.2, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole D'Amico, onorevole Iannuzzi, onorevole Calderisi, onorevole Peluffo, onorevole De Luca, onorevole Di Centa, onorevole Barba, onorevole Aniello Formisano, onorevole Braga.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 512
Votanti 505
Astenuti 7
Maggioranza 253
Hanno votato
489
Hanno votato
no 16).

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